giovedì 28 maggio 2026

Progetto SETI

 


Quando guardiamo il cielo stellato di notte, credo che a chiunque venga spontaneo farsi la stessa identica domanda: 'Siamo davvero soli là fuori?'. Per molti questa rimane solo una suggestione, un pensiero passeggero. Per me, nel 2016, è diventato l'inizio di un viaggio molto particolare. È stato l'anno in cui ho deciso di non essere un semplice spettatore, ma di fare la mia parte, partecipando attivamente al progetto SETI. Non sono un astrofisico e non ho a disposizione un radiotelescopio privato in giardino. Eppure, per diverso tempo, una parte del mio computer ha lavorato costantemente per la scienza. Attraverso il calcolo distribuito, ho messo a disposizione la mia tecnologia per setacciare il rumore di fondo del cosmo, analizzando miliardi di segnali radio provenienti dalle stelle più lontane alla ricerca di un'anomalia, di un sussurro, di una prova che là fuori ci sia qualcun altro. Spesso si pensa all'esplorazione spaziale come a qualcosa riservato a pochi eletti nei laboratori della NASA. Ma il SETI mi ha insegnato il valore della citizen science: l'idea profonda che forse la risposta alla domanda più grande della storia non sarà trovata da un singolo genio isolato, ma dalla collaborazione collettiva di migliaia di persone comuni in tutto il mondo. Non abbiamo ancora captato il 'segnale definitivo', è vero. Ma il solo fatto di aver ascoltato, di aver fatto parte di quella immensa rete di orecchie digitali tese verso l'infinito, mi fa sentire profondamente connesso al futuro dell'umanità. E per me, aver contribuito a questa avventura è già una vittoria straordinaria. Oggi, a distanza di anni, quel viaggio ha raggiunto il suo traguardo. Il progetto SETI@home è stato ufficialmente dichiarato concluso. Il crollo del gigantesco radiotelescopio di Arecibo e la necessità degli scienziati di fermarsi ad analizzare l'immensa mole di dati raccolta hanno scritto la parola 'fine' sulla piattaforma a cui sono stato legato con passione. Il mio computer ha smesso di elaborare quei pacchetti di dati grezzi provenienti dallo spazio, ma questa fine non ha il sapore di una sconfitta, tutt'altro. Sapere che il progetto è terminato significa che la nostra missione come volontari è compiuta. I miliardi di calcoli fatti da me e da migliaia di altre persone in tutto il mondo hanno permesso agli astronomi di fare una gigantesca scrematura, stringendo il cerchio attorno a circa un centinaio di segnali misteriosi e promettenti, che ora gli scienziati stanno studiando con i telescopi e le intelligenze artificiali più moderne. SETI@home ha chiuso i battenti, ma la caccia non si è fermata: è solo passata al livello successivo. E ogni volta che leggerò di una nuova scoperta, o di un segnale anomalo catturato nello spazio profondo, saprò che una piccolissima parte della strada che ha portato l'umanità fin lì è stata tracciata anche dallo schermo del mio computer, a partire da quel lontano 2016.



domenica 29 marzo 2026

Ogni mattina mi alzavo all'alba...


Tanti anni fa cominciai a fare degli strani sogni… Ogni mattina mi alzavo all’alba e, prima di andare a scuola, dal quarto piano della mia abitazione, in pigiama salivo di corsa quei ventiquattro gradini che mi portavano alla porta del cielo. Sul terrazzo condominiale, con il mio binocolo, scrutavo la volta celeste a trecentosessanta gradi. Osservavo attentamente ogni cosa, passavo al setaccio ogni uccello in volo, ogni fenomeno atmosferico, scandagliavo ogni piega nelle nuvole in maniera meticolosa, quasi maniacale. Li cercavo…

Dal libro: "Il Rondone Celeste", seconda edizione. Immagine gentilmente donata da Fabio Tarici.

giovedì 21 aprile 2022

Versato il fondo de "Il Rondone Celeste" alle associazioni


Ieri ho ricevuto il compenso editoriale e oggi ho provveduto a donare il fondo all’associazione LIPU e all’associazione EBN Italia. Consultatomi con la dirigenza LIPU mi è stato indicato il Centro Recupero di Bologna, invece, per EBN Italia il fondo sarà destinato alla salvaguardia del falco Lanario. Al netto ho ricevuto 258,74 euro, che ho diviso per le due associazioni, una piccola somma, una goccia nel mare, ma tante gocce fanno un bicchiere d’acqua, tante altre una pozzanghera, tante altre ancora un lago e così via. Spero che quest’operazione che mi ha impegnato per un anno serva a far star bene tanti uccelli bisognosi di soccorso e tutela. Voglio nuovamente ringraziare tutti i miei lettori, sparsi in tutta Italia, che hanno permesso questa piccola opera di beneficenza. Siete stati/e tutti/e fantastici/e.

Grazie di cuore, un abbraccio a tutti e tutte.